Che cos'è il fascismo? Oggi questa domanda si dimostra più attuale che mai: in tempi di mutamento sociale e di instabilità politica come i nostri questa bestia nera tende ad emergere con forza. Storicamente il fascismo si è presentato nel 1919, in reazione alla minaccia comunista del Biennio Rosso, capeggiato da un piccolo uomo, Benito Mussolini. Inizialmente era più simile a un movimento, non era spinto da grandi idee, bensì dal denaro della classe borghese. È stato solo dopo la Marcia su Roma che il fascismo cominciò a darsi una linea di pensiero più dogmatica, infatti il famoso filosofo hegeliano e ideologo fascista, Giovanni Gentile, diede una giustificazione ideologica al fascismo solo dopo che questo era già salito al governo.
Sicuramente vi furono una serie di personaggi che ispirarono le teorie fasciste tra cui Georges Sorel, ex marxista, poi social-democratico bernsteiniano e infine padre del sindacalismo rivoluzionario-nazionalista, che ispirò Arturo Labriola ed Errico Leone, figure di rilievo del partito socialista del tempo, di cui Mussolini fu membro per un certo periodo. Inoltre il Duce teneva in grande considerazione le teorie economiche e sociologiche di Vilfredo Pareto, un economista marginalista e ideatore della tesi secondo la quale i governi sono un susseguirsi di élite logiche e razionali e che il popolo è un agente passivo che viene sfruttato dalle prime per raggiungere i propri scopi.
Tuttavia è fondamentale non credere all'idea diffusa che fascismo e comunismo siano la stessa cosa. Mussolini fu militante socialista e direttore dell'«Avanti!», giornale socialista, ma venne cacciato in seguito alle sue tesi interventiste, espresse sotto finanziamento dell'MI5, i servizi segreti britannici. Se inizialmente il fascismo si presentò come un melting pot di sentimenti anti establishment, anti borghesi e anti liberali, in parte influenzati dal futurismo di Marinetti, in poco tempo esso si trasformò nel braccio armato della classe capitalistica e dei proprietari terrieri. Proprio grazie ai fasci da combattimento la classe operaia in rivolta venne sconfitta e il fascismo si impadronì della macchina statale, col consenso del Re d'Italia.
Ottenuto il potere, il fascismo iniziò a formare una propria ideologia, basata sul culto di Roma, sull'autarchia, sul culto della giovinezza, sul culto della violenza e della gerarchia e sul corporativismo, considerato come il superamento sindacal-organicista e interclassista del socialismo e del liberismo. Lo Stato-nazione e il popolo italiano divennero l'oggetto della propaganda, che glorificava il primo e lodava il secondo. Nella sua applicazione pratica il fascismo fu un fenomeno ambiguo e privo di principi, basato sulla violenza per sopprimere il movimento operaio. Laddove i comunisti parlano di lotta di classe, i fascisti parlano di interclassismo e di razza, laddove i comunisti scrivono che il proletariato non ha nazioni, i fascisti parlano di barriere e di identità nazionale.
Ancora oggi il fascismo ha questo aspetto: un populismo di destra, razzista e xenofobo, omofobo e sessista. Il fascismo è ancora presente nel nostro mondo attuale, ma non si presenta più con la camicia nera e l'olio di ricino, bensì con fraseologie vuote e politiche infime. Politici come Meloni, Salvini, Vannacci, Trump, Putin, Netanyahu, Weidel e altri sono gli eredi contemporanei di Mussolini, Hitler e Franco, non perché siano dichiaratamente fascisti, ma perché propongono un fascismo all'acqua di rose, portando avanti programmi e agende politiche basate apertamente sulla segregazione, sull'apartheid e sul massacro del diverso.
Tutto questo va combattuto con fermezza: il fascismo, in qualunque forma, anche quelle più addolcite non può essere accettato. L’antifascismo, dal canto suo, è stato purtroppo svuotato di alcuni suoi connotati politici, divenendo un'accozzaglia di movimenti e idee, spesso opposte tra loro, unite solamente in contrasto ad un nemico più grande. Ma il fascismo non si potrà sconfiggere realmente finché non saranno sconfitte le condizioni sociali ed economiche che lo causano. Trump non esiste come individuo fine a se stesso, e nemmeno Meloni, sono entrambi dei prodotti del loro tempo, e portano su di loro il marchio del capitale che li sfrutta come pedine del suo grande gioco.
Lottare contro il fascismo significa opporsi a tutto ciò che il fascismo supporta, significa lottare con forza contro il neocolonialismo, contro gli abusi di potere di alcune nazioni nei confronti di altre, contro un ordine globale che propugna l'odio e le discriminazioni per dividere gli sfruttati e gli oppressi. L'antifascismo oggi deve quindi essere anche antisionismo, anticolonialismo e anticapitalismo, altrimenti fallirà nel suo scopo.

