Ho una Poesia per te

Riflessione poetica notturna

Ciao a tutti! Sono Miriam, una studentessa di quinta ginnasio, e, come mi definiscono già da un po’ di tempo, sono anche una giovane poetessa.

Vi dò il benvenuto nella rubrica Ho una Poesia per te, in cui parleremo di poesia. Ebbene sì, ogni mese, intorno al 21, per ricordare la Giornata Mondiale della Poesia, uscirà un nuovo articolo quindi... restate connessi!

Ma torniamo a noi... A volte ci sembra che la poesia sia invisibile, silenziosa, che stia quasi “invecchiando” ma è davvero così? Se vi venisse chiesto di nominare dei poeti probabilmente iniziereste da Dante Alighieri, passando per Giovanni Pascoli, Giacomo Leopardi, Giuseppe Ungaretti... e la poesia dei giorni nostri?

La poesia c’è, c’è sempre stata, mi piace pensare che sempre ci sarà, ed è ovunque: rannicchiata in una margherita, raggomitolata in una nuvola, ma succede che non la notiamo. Se volessimo dare una definizione di poesia, potremmo dire che è come se fosse una lente d’ingrandimento che ci aiuta a vedere anche i piccoli particolari, le sfumature più belle dentro l’immenso quadro della vita...

E i poeti? Vi siete mai chiesti cosa ne pensano loro della poesia? Per i poeti la poesia è un rifugio, un’ancora nei momenti bui, una chiave per aprire un mondo meraviglioso, soffio vitale. Spesso consideriamo i poeti delle persone solitarie, taciturne, quelli che sbocciano quando gli altri dormono, quelli che notano tutto, quelli che sanno fare rumore nel silenzio, impegnandosi con i loro testi nel denunciare le storture di un’epoca o facendosi portavoce dell’essenza della natura umana. A volte potremmo persino ritenerli folli, e se invece provassimo a pensare che siano delle menti geniali e che abbiano ricevuto questo dono, di riuscire a incastonare il diamante più prezioso che hanno, la parola, e di farlo splendere nel modo migliore?

Lasciamo descrivere la missione del poeta ad una maestra della poesia: Alda Merini

I POETI LAVORANO DI NOTTE

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di
loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

E a proposito di poesia dei giorni nostri... per concludere, in punta di piedi, vi regalo una mia poesia.

METAFORA

Chiedi al vento esile fiore
di nutrire la tua anima,
celare le tue fragilità
e asciugare le tue lacrime.
Lascia che i pensieri vengano cullati
dalla voce incantata dell’eterna fonte
e fatti trasportare fino alle rovine di quel mondo antico,
dove tutto è iniziato.
Liberati dalle spine della materia
che t’imprigionano nella frenesia dei giorni,
e, quando arriverà la notte, non nasconderti,
ma lasciati accarezzare dal vento del sapere.
Percorri i sentieri dell’utopia
e abbandona quel piancito oramai spento.
Giovane poeta,
respira,
sogna e...
sii felice.

Per oggi ci fermiamo qui, ma tranquilli, in un batter d’occhio torneremo a parlare di poesia con un’ospite speciale... per ora vi dirò solo una cosa: buona Poesia!

M.F. 4DC