In occasione del cinquantesimo del Liceo Marchesi, come redazione, proponiamo un articolo per ricordare la figura di Concetto Marchesi, per ripercorrere la storia del Liceo classico, per riflettere sulle recenti linee guida per i Licei e per invitarvi ai momenti di convivialità organizzati dal nostro Liceo per festeggiare tale ricorrenza.
Chi era Concetto Marchesi?
Concetto Marchesi nacque a Catania nel 1878, fu un importante latinista, filologo, docente universitario e uomo politico italiano, ricordato sia per i suoi studi sul mondo classico sia per il suo ruolo nell’antifascismo e nella vita politica italiana del dopoguerra. Marchesi studiò Lettere classiche e si specializzò nella Lingua e nella Letteratura latina. Insegnò in diverse università italiane, tra cui quelle di Messina e Pisa e fu rettore dell'Università di Padova. Ciò per cui vogliamo ricordarlo oggi è anche il suo impegno politico e il suo antifascismo.
Sin da ragazzo fue un radicale, ammiratore di Giosuè Carducci e del professore di Letteratura italiana dell'Università di Catania, Mario Rapisardi. Queste sue tendenze gli costarono la prigione in un paio di occasioni, ma ciò non lo fermò, e infatti nel 1895 si iscrisse al Partito Socialista Italiano. Più tardi, durante la scissione di Livorno tra socialisti massimalisti e riformisti, aderì al primo gruppo, andando a ingrossare le file del neonato Partito Comunista d'Italia.
Durante il Ventennio fascista mantenne posizioni sempre più critiche verso il regime, agendo come figura istituzionale all’Università di Padova e come informatore del Partito Comunista nei suoi anni di clandestinità. Dopo l’8 settembre 1943 partecipò alla Resistenza e divenne una figura simbolica dell’antifascismo universitario.
Famosissimo fu il suo appello agli studenti dell’Università di Padova del 1943, in cui invitava i giovani a partecipare alla lotta per la libertà e contro l’occupazione nazifascista.
Nel dopoguerra fu eletto all’Assemblea Costituente come membro del PCI, contribuendo attivamente alla nascita della Repubblica italiana.
Per noi, avere una scuola dedicata a un uomo come Concetto Marchesi, è un grandissimo onore: un educatore, uno studioso, un fervente antifascista, un uomo che si è battuto per la libertà del popolo italiano e per la costruzione della nostra Repubblica, un modello.
Ancora oggi, nel 50° dalla fondazione della nostra scuola, ricordare chi era Concetto Marchesi risulta fondamentale e attuale come non mai.
Proponiamo quindi una citazione di Marchesi, non dal discorso del 9 novembre 1943, ben noto, bensì dall'Appello agli studenti del 1° dicembre 1943, meno noto ma non meno significativo:
«Studenti: mi allontano da voi con la spermza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternità di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l’oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l’Italia dalla schiavitù e dall’ignominia, aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo.»
Quando e come è nato il Liceo classico e cosa prevedono le recenti Linee guida per i Licei?
Il liceo classico nacque nel 1859 con la Legge Casati, dapprima valida solo nel Regno di Sardegna e poi estesa a tutto il Regno di Italia e che rese obbligatorie le scuole elementari e istituì appunto il “ginnasio-liceo”, l’unico corso di studi secondari di tipo liceale atto a proseguire la carriera universitaria.
All’epoca, infatti, le scuole medie non esistevano, quindi il “ginnasio-liceo” era un corso di studio di otto anni, costituito da cinque di ginnasio e tre di liceo.
Nel quadro orario c’era la stragrande prevalenza di materie umanistiche, e, nella fattispecie, lo studio del latino iniziava dal primo anno di ginnasio, mentre il greco dal terzo.
Questa struttura rimase pressoché invariata fino alla riforma Gentile del 1923, che, pur creando altre scuole, come il liceo scientifico, preservò il primato di scuola d’élite del ginnasio-liceo, in quanto questo era l’unico percorso di studi superiore che garantiva la possibilità di iscriversi a qualsiasi corso di laurea.
Ad esempio, the neonato liceo scientifico non permetteva infatti l’accesso a facoltà quali Giurisprudenza, particolarmente popolare nella futura classe dirigente dell’epoca, e Lettere.
Inoltre, la riforma Gentile introdusse un incremento dello studio di Filosofia e Storia, lo studio della Storia dell’Arte e ridusse lo studio delle materie scientifiche a favore del blocco umanistico.
Con la Riforma Bottai del 1940 invece, il nome “ginnasio-liceo” lasciò spazio alla denominazione di “liceo classico”, appellativo tutt’ora in uso, e i cinque anni di ginnasio furono sostituiti da tre anni di Scuola Media Unica, atta a preparare i giovani studenti, non solo quelli che avrebbero conseguito gli studi classici, alla continuazione degli studi nel futuro. Dall’altra parte invece venne istituita la Scuola di Avviamento Professionale, che preparava al lavoro e quindi non permetteva il prosieguo degli studi, dividendo così gli alunni in base al loro reddito e alle loro possibilità familiari.
Comunque, dal dopoguerra in poi il liceo classico ha perduto progressivamente la sua fama di scuola d’élite, anche con la riforma Gui del 1962, che abolì l’Avviamento Professionale e garantì una scuola media pubblica per tutti, e con Legge Codignola del 1969, che garantiva l’accesso a tutte le facoltà universitarie indipendentemente dal tipo di scuola secondaria frequentata.
Risulta quindi importante specificare che prima della riforma Gui del latino era una materia obbligatoria solo per la Scuola Media Unica, mentre dal 1962 in poi nelle scuole medie pubbliche il Latino rimase una materia facoltativa per la terza media, eliminando così l’arduo test di ingresso per accedere a Liceo classico.
In seguito, negli anni ‘80 e ‘90, ci furono alcuni decenni di sperimentazioni, in cui in alcuni istituti ci furono dei tentativi di introdurre nuove materie quali una seconda lingua straniera o il potenziamento di Matematica.
Nel 2010 invece, foi introdotta la Riforma Gelmini, che ha ufficializzato per il liceo classico 27 ore per il biennio e 31 per il triennio, ha reso obbligatoria per tutti e cinque anni lo studio della lingua inglese, prima relegata al biennio, ha accorpato Storia e Geografia in un’unica materia, Geostoria, e ha potenziato lo studio delle materie scientifiche.
Proprio nello scorso aprile però, sono state proposte nuove linee guida ministeriali per i licei, che dovrebbero entrare in vigore già dall’anno 2026/2027, quali:
- la posticipazione dello studio dei Promessi Sposi dal secondo anno di superiori al quarto, in quanto non è più considerato un classico contemporaneo, per favorire invece la lettura di sei opere letterarie nel biennio
- lo studio della Divina Commedia solo nel terzo e quarto anno di liceo, per lasciare più spazio all’approfondimento degli autori del Novecento all’ultimo anno,
- un ritorno alla divisione della Storia e della Geografia, per riportare la dignità dello studio dell’ultima
- lo studio dell’intelligenza artificiale non come materia a sé stante, ma inserita in discipline quali Matematica, scienze naturali e Filosofia
- un nuovo riguardo nei confronti della Lingua italiana e della sua influenza nel mondo, seguito dall’introduzione del ruolo del “Docente Tutor” per gli studenti delle superiori fin dal terzo anno, per accompagnarli nell’orientamento universitario.
- una lista di filosofi considerati “imprescindibili”, in cui però mancano pensatori cruciali quali Karl Marx, Baruch Spinoza, Gottfried Leibniz, Fichte, Schelling e Antonio Gramsci
Sono infatti stati privilegiati filosofi quali Benedetto Croce o lo stesso Giovanni Gentile, esponenti della corrente neoidealista e più legati alla tradizione cattolica e conservatrice. Questa proposta è stata oggetto di grandi polemiche, tra cui quelle del filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che ha affermato in merito: “Pare evidente che la composizione – quantomeno bizzarra – di questa lista sconti più di un debito nei confronti di quel fantasioso progetto di “egemonia culturale” che un governo in ritirata tenta di lasciare, a legislatura quasi conclusa, come polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni.”
Inoltre proponiamo un’analisi sul numero degli iscritti al liceo classico nel corso dei decenni, avvalendoci di dati raccolti dal Ministero dell’istruzione e del merito e conservati dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).
Nell’anno scolastico 1945-46 infatti, ben il 30% degli studenti era iscritto al Liceo classico, mentre solo il 10% allo scientifico. Nel 1969-70 ci fu invece un cambiamento epocale: gli iscritti allo scientifico superarono per la prima volta quelli al classico (14% contro 13%).
Da quel momento in poi, questa tendenza si è continuamente confermata: all’anno scolastico 2025-2026 risultano infatti iscritti al Liceo Scientifico (nei suoi indirizzi ordinario, Scienze applicate e sportivo), ben il 25,47% degli studenti italiani, mentre solo il 5,37% al classico.
Nonostante questa percentuale segnali una quota di iscritti stabile, è triste vedere svilupparsi credenze false su questa scuola, come la mole disarmante e immane di studio o la convinzione che Latino e Greco siano solo delle “lingue morte”.
Per quanto sia certamente vero che questa scuola sia molto impegnativa, bisogna estirpare alla radice questa presunta inutilità delle lettere classiche, perché per quanto nessuno più le parli ormai, il valore dello studio dei testi antichi risulta e risulterà sempre inestimabile, poiché dai contenuti degli autori greci e latini si può comprendere meglio la natura umana trasversale nel corso del tempo e poiché lo studio dei classici fornisce delle chiavi di lettura sulla contemporaneità.
Per festeggiare insieme a noi…
Il nostro Liceo taglia il traguardo del mezzo secolo di vita, e lo fa in grande stile, con un programma di eventi che unisce passato, presente e futuro della nostra comunità scolastica.
Ecco il programma per festeggiare insieme questi cinquant’anni di cultura e crescita.
Le celebrazioni inizieranno il 4 giugno alle ore 20:30 al Palantenore con “Una Classica Serata”, l’evento dedicato alla Notte Nazionale del Liceo Classico. Sarà un’occasionale per lasciarsi sorprendere da performance sempre diverse, ma con la certezza di incontrare la passione di chi il Marchesi lo vive ogni giorno.
Il calendario continua poi con il 5 giugno alle ore 9:00 al Palantenore con “Il Marchesi degli Studenti”, un incontro con una serie di attività rivolte a noi ragazzi del Marchesi che vedrà la partecipazione di ospiti esterni per momenti di confronto e riflessione.
Questo dialogo con l’esterno continuerà anche il 6 giugno dalle ore 10:00 alle ore 11:30 nella sede Bronzetti con “Noi C’eravamo”, un brunch nato per far ritrovare ex studenti e docenti del liceo e ripercorrere insieme questi cinquant'anni.
E infine, per concludere in bellezza non poteva mancare la voce della nostra scuola: l’11 giugno dalle ore 20:00 alle ore 21:30 al Campo dei girasoli “Marchesi, Un'altra Musica”, il concerto organizzato dagli studenti del Liceo musicale.
Ricordiamo che per gli eventi del 4 e dell’11 giugno i posti sono limitati, l’ingresso è gratuito ma su prenotazione.
Che si tratti di tradurre un verso greco, parlare una lingua straniera, studiare i meccanismi della mente oppure far vibrare le corde di uno strumento, il Marchesi da cinquant’anni è il luogo dove cresciamo insieme. Questi festeggiamenti sono per tutti noi: un modo per lasciare il segno di una storia che continua. Non mankate!

