Libri di evasione o legami autentici: cosa ci insegna oggi Don Chisciotte

Lettura di evasione o legami autentici

Vi siete mai chiesti come deve essere stata la vita di Don Chisciotte dal punto di vista dello stesso personaggio?

Chi non l'ha mai letto forse ne ha sentito parlare, ma per chi non sapesse chi è Don Chisciotte si tratta del protagonista dell'omonimo romanzo scritto da Miguel de Cervantes tra il 1605 e il 1615. Don Chisciotte è un uomo di mezza età che vive nel suo castello circondato dai libri che legge per scappare da una realtà in cui non si riconosce, un po' come fanno molti giovani di oggi. Don Chisciotte è descritto come un pazzo così nostalgico del mondo dei cavalieri da convincersi di essere lui stesso un cavaliere in un'epoca in cui la cavalleria è ormai tramontata. 

Il romanzo segue le rocambolesche avventure di questo “cavaliere” e del suo fidato scudiero che sebbene venga visto da Don Chisciotte come uno scansafatiche rappresenta il suo alter ego, cioè la razionalità e l’adesione al reale.

Tra le celebri avventure troviamo un "mitico" scontro con dei giganti, che sono in realtà dei mulini che sconfiggeranno il povero cavaliere, e uno scontro con gli arabi infedeli, che si scopriranno essere invece delle pecore per cui il cavaliere e il suo scudiero dovranno fare i conti con la rabbia dei pastori.

Secondo me questo grande classico è adatto anche per fare un’analisi sui giovani di oggi e sul loro rapporto con la lettura e con la realtà. I ragazzi tendono a dividersi in due categorie polarizzate: chi legge tanto, forse troppo, e chi non legge affatto.

Nel primo caso si tratta spesso di ragazzi che sentono il bisogno di staccarsi dalla realtà, infatti leggono soprattutto libri di fantascienza. Ma perché si sente questo bisogno di evasione dal mondo? Le risposte variano, da chi dice che la finzione è allettante a chi dice che con la fantascienza ci si immedesima in qualcuno che non si potrà mai essere perché inesistente. 

Credo che tutti abbiamo avuto quel periodo in cui volevamo essere qualcun altro, una celebrità o un personaggio inventato, ma il problema sorge quando quel mondo diventa per noi il nostro mondo e "passarci il tempo dentro" diventa il modo migliore per affrontare la giornata piuttosto che vivere relazioni reali. 

È triste pensare che la causa di un comportamento del genere sia spesso la società stessa, in quanto un ambiente oppressivo, con regole troppo rigide e che dà importanza al solo aspetto esteriore, può portare a volersi staccare dalla realtà cercando mondi altri.  

Io penso che vita sia bella così com’è e che tutti noi meritiamo la possibilità di credere che dopo tante porte sbattute in faccia una rimarrà aperta e si potranno trovare legami autentici, non solo libri di evasione. Ebbene, questi legami andranno tenuti stretti e coltivati, perché è tutto ciò che ci consentirà di affrontare le difficoltà della vita rimanendo ancorati alla realtà.

Gabriele Zannoni  5FE